“ciao, sono mamma, volevo avvisarti che non andiamo più su in montagna… tutto bene?”
“no, non molto…”
“che c’è? È successo qualcosa? Ti ho disturbato? Stavi dormendo?”
“Eh, ecco, sì, stavo dormendo… allora non andiamo su? Ok, ma come mai?”
“… mi ha chiamato il nonno, neve… 5 cm di neve… vabbè dai, ti chiamo dopo…”
“ok…”
“ciao, sono mamma…”
silenzio
“tutto bene?”
lacrime e disperazione…
“no, non va bene… sono disperato…”
i suoi singhiozzi e la sua disperazione sono stati una stilettata per il mio cuore…
“ma che è successo???”
silenzio
“la marty?…”
ummm capisco…
Purtroppo per lui sapevo che sarebbe successo.
Stavo solo aspettando il giorno ma è stato inaspettato sentire la sua disperazione.
Ho sempre considerato giusto mantenere le debite distanze dal rapporto di coppia di mio figlio. Inutile fare ingerenze o dare opinioni. Solo se richiesto, facevo da cuscinetto e per l’una e per l’altro…
Lei a me piace.
È una ragazza coraggiosa, brava, buona, solare e molto determinata. Ha una bella testolina. È giovane, ovviamente, e come tale ha il diritto di avere ancora il suo carattere da sistemare e temprare. Ma, si capisce lontano un miglio che ha delle grosse potenzialità. Umanamente, comunque, è una ragazza ineccepibile e, francamente, più di una volta le ho detto che sarei stata felice di avere una figlia con le sue caratteristiche.
Dopo tre anni quello che siamo riuscite a costruire è un buon rapporto.
Ragionevole, visto che si trattava della ragazza/fidanzata di mio figlio con la quale non potevo intraprender un percorso differente.
I primi anni ho cercato di assecondare le rabbie ed i capricci di mio figlio verso quella giovane ragazza (una ragazzina allora, considerato che si tolgono cinque anni e per lei, mio figlio, era il primo vero ragazzo importante… che ironia, la sua speranza di trovare in lui atteggiamenti da “romanzo rosa” secondo me si sono smorzate via, via nel tempo, lasciando decadere tutti i suoi sogni), successivamente non ho potuto fare a meno di notare la cattiva impostazione che lo stesso aveva dato al loro rapporto.
Due pesi e due misure. Mi è sempre apparso come un rapporto sbilanciato dove c’è una persona che da tanto, anzi tutto, e l’altra persona che prende.
Una persona che adora e l’altra che svilisce……
Ho memoria di un rapporto simile che poi ha avuto una tragica evoluzione: il mio matrimonio.
Un rapporto con una persona che sembrava incapace d’amare, di dimostrarlo con i fatti, con i gesti e, soprattutto, che non ha avuto mai stima e fiducia in me.
Un rapporto sbilanciato e costruito su necessità.
Opportunamente mio figlio si era adagiato su questo rapporto con la sua ragazza, fatto di sicurezza, di certezza, che la stessa gli aveva offerto su un piatto d’argento: un rapporto ricambiato, spesso e volentieri, da frasi poco carine, da atteggiamenti strafottenti e spocchiosi che solo se sei accecata dall’amore riesci a non vedere e sopportare.
Solo se sei talmente presa da quel tipo di rapporto, chiuso come un vicolo cieco, riesci a non considerare ed a tollerare.
Poi un giorno la vita ha una svolta.
Chi, fino a quel momento, ha dato tanto, si è prosciugata, ha accettato per buona ogni cosa (erigendo su un piedistallo la persona che ne ha beneficiato) e mettendosi sempre in secondo piano o in discussione, improvvisamente si rende conto che c’è tutto un mondo intorno, un mondo capace d’amare e di accettare le persone per quello che sono.
Così si entra in crisi.
Le domande fioccano e incombono pesantissime.
Non ci si da pace.
Improvvisamente si ha modo di confrontarsi con mondi nuovi, con realtà differenti: tutto quello che, fino a quel momento, si era ritenuto giusto e sopportabile, diviene ingiusto ed inammissibile.
Si prova ancora.
Si riprova.
Si porta pazienza.
Si parla, si mette all’erta l’altra persona che, nel frattempo, ha cominciato a dare segni di consapevolezza e sta cercando di recuperare correndo ai ripari ma… ormai il danno è fatto. Anni di lacrime tristi e silenziose vengono fuori come la foce di un fiume sbocca nel mare e si vanificano disperdosi senza possibilità alcuna di recupero.
In alcune situazioni, almeno, non v’è più possibilità.
A volte basta un po’ di tempo, di considerazioni.
Ma occorre essere delle persone forti, da ambedue le parti, soprattutto dei sentimenti e, si spera, non siano passate troppe amarezze e cattiverie durante il “primo rapporto”.
E nel frattempo?
Si soffre.
Maledettamente.
Soffre soprattutto chi ha dovuto decidere di chiudere un rapporto che ormai si trascinava da tempo senza speranze.
Soffre, incredibilmente, anche chi per lungo tempo, ha approfittato, maltrattato e ignorato sistematicamente l’altra persona dando per scontato che tanto non sarebbe mai finita.
Ed improvvisamente è finita.
Improvvisamente ci si sente soli, senza più riferimenti e, anche quello che appariva banale, sciocco e poco affidabile, diviene importante e fondamentale… ma soprattutto diviene ciò che è stato e che, si sa, non potrà più essere.
Io ti capisco, figlio mio.
So che quello che provi è un grande dolore ma affrontarlo in questo modo non è corretto.
Auspicare di togliersi la vita è drammatico e non porta a niente di buono, anche la sola minaccia è meschina ed è un peso enorme da far vivere a quella persona che per anni ti ha amato così tanto da rendersi dimentica di sé stessa.
Pensare che non ci sia altro è ipocrita, visto che fino a ieri c’era solo altro.
Rinunciare al lavoro è stupido, vista la nostra realtà, visto il mondo che ci circonda.
Come ti dissi qualche giorno fa, bisogna imparare a saper apprezzare le cose belle che si hanno nella vita.
Occorre apprendere da chi, inesorabilmente, ne sa più di te con umiltà e pazienza, tralasciando il veleno e rendendosi conto che il cammino che abbiamo intrapreso è un buon cammino che ci ha portato ad essere delle buone persone.
Non vuoi che ti chiamo, e quando lo faccio, consapevole del tuo fastidio, mi tratti come se fossi il muro del pianto: lacrime e dolore senza parole. Per poi. girarti ed andare via, chiedendomi di non preoccuparmi per te.
Lanci appelli disperati a quella povera ragazza che non ha nemmeno modo di capacitarsi del suo dolore e di prendere atto che il suo grande amore, in fondo, era solo un ragazzo che l’ha sottovalutata e svilita, più di quanto fosse necessario in un rapporto di coppia.
Che comunque non si fa, in un vero rapporto d’amore.
Io ti ho teso la mia mano.
Ed è ancora tesa…
Ti ho offerto le mie spalle.
Che sono sempre pronte ad accoglierti…
Ti voglio stare vicino e correrò, come ieri sera, ogni volta che avrò timori nei tuoi confronti.
Fatti forte, figlio mio, e forse con questa storia, e con l’epilogo della stessa, potrai imparare davvero ad amare e rispettare la prossima donna che vorrà donarti il suo amore… magari per tutta la vita.